Il FoLUG, Forlì Linux Users Group, è una associazione culturale che si occupa di promuovere GNU/Linux e più in generale tutto il software libero nella zona di Forlì e provincia.
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A molti continua a non piacere l’interfaccia Unity di Ubuntu. Vediamo allora come poter ritornare ad una interfaccia più usuale con l’ultima Ubuntu 11.10. Anche la versione di Gnome non è più quella abituale perchè, sotto sotto, c’è il “motore” di Gnome 3. Poi, secondo la mia obiettabile opinione (acronimo IMHO), in questa versione la dockbar diventa obbligatoria; io ho scelto Docky ma potrebbe essere AWN o altro. Questo non tanto per lanciare i programmi ma per avere sulla dock certe utilità del desktop e dei pannelli.
Vediamo i vari passaggi… sono abbastanza semplici ma ci sono novità.
1) Per inserire Gnome apriamo un terminale (è negli accessori… sì, lo sò, non è facilmente accessibile) e scriviamo:
$ sudo apt-get install gnome-session-fallback
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Molti vorrebbero limitare l’accesso a determinati siti ai propri figli. Questo post vuole mostrare come è relativamente facile da fare sotto ubuntu (questa guida vale anche per kubuntu, xubuntu, ecc. e debian) senza tenere aggiornate manualmente white list e black list. Per fare questo utilizzeremo dansguardian + privoxy e alcune regole di iptables.
DansGuardian è il programma si occupa di filtrare l’accesso ai siti attraverso varie tecniche come l’analisi dell’URL, del contenuto testuale, delle immagini. Per funzionare ha bisogno di un proxy, molte guide si basano su SQUID che è più completo ma più difficile da configurare, privoxy è molto più semplice da configurare e ha anche qualche opzione aggiuntiva.
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scelte. Personalmente preferisco la Docky: semplice, leggera, veloce, facilmente configurabile. Chi non vuole rinunciare ad un aspetto “Macchesco” c’è un tema apposito: macbuntu che però a me non piace così come il tema per rendere Ubuntu in stile Windows. Ubuntu è Ubuntu, Gnome è Gnome; la docky, con le stesse icone ubuntesche, arrichisce e semplifica senza far sembrare questo a qualcos’altro. Come fare per installarla e far diventare la propria scrivania così?
Secondo il mio parere, l’attuale interfaccia KDE è un qualcosa da provare e ritengo la versione 4.6.x ormai matura. Quale modo migliore di ottenere una piacevole esperienza attraverso una Kubuntu 11.04? C’è solo un piccolo problema che può disorientare i meno pratici ed è questo: se si prova ad installare una Kubuntu 11.04 in un desktop, nessun problema ma se si è creata una chiavetta USB (le istruzioni sono ovunque in rete) per la prova e l’installazione in un Netbook, schermo 1024×600, allora ci si ritrova in una interfaccia poco consueta. E’ uno schema probabilmente adatto ad un touch-screen con alcuni vantaggi ma IMHO uno stacco maggiore di quello che può essere Unity di Ubuntu. Il passaggio dalla versione Netbook a quella Desktop non è immediato, soprattutto durante la fase di installazione con il menù ancora tutto in inglese. Poi c’è chi vorrà provare la versione Desktop prima di procedere all’installazione! Ho così deciso di scrivere questa semplice guida per spiegare in pochi semplici passaggi, come transitare da una versione all’altra. Facendo partire la Live di Kubutu in un Netbook (il mio è un clone di Acer D250) si arriva a questo punto:
Tutte le nuove uscite di Ubuntu sono attese con molto interesse da tutti gli appassionati e la 11.04 non ha fatto eccezione, salvo deludere le aspettative di molti che non hanno trovato immediatamente un fealing con la “nuova” interfaccia Unity. Si direbbe poco male; al login basta scegliere con quale versione desktop partire ed il gioco è fatto. Purtroppo no… se si vogliono mantenere gli abituali e decenti effetti grafici. A giudicare dai tread in giro per la rete il problema esiste e personalmente non mi è chiaro se ciò riguarda solo PC con schede grafiche poco performanti o cosa. Sta di fatto che sui miei PC, sui quali ho schede Intel, il risultato non è un granché ed è frustrante fare un passo indietro credendo di farne uno in avanti! La soluzione è quella di disinstallare Unity ed ora spiego i passi. Beninteso a chi piace Unity libero di tenerselo ed anzi, è supponibile che migliorerà sempre più vista l’attenzione di Canonical su tale interfaccia e devo dire che gli sostenitori sono tanti. Un interessante link per Loro.
$ sudo apt-get install compizconfig-setting-manager
$ compiz –replace
Questa sera con Fanelli, abbiamo fatto un po’ di sperimentazione. Siamo riusciti a colloquiare con il WIImote (compatibile) ma non avevamo il programma per l’uso interattivo. Venerdì prossimo siamo d’accordo di fare la sperimentazione risolutiva, preparando preventivamente il software nel mio e nel pc di Fanelli.
Au revoir!! (Arrivederci)
LIM = Lavagna Interattiva Multimediale…. ci aggiungiamo… a basso costo.
Sfruttando un telecomando della WII, software liberi, un PC, un video proiettore e la penna ad infrarossi, è possibile realizzare la LIM.
Come FoLUG ci stiamo lavorando e presto vorremmo fare delle presentazioni dello strumento, con lo strumento. Sono partito con l’autocostruzione di una penna ad infrarossi a costo zero perchè avendo a disposizione un vecchio telecomando, ho smontato i pezzi che poi si riducono al LED ad infrarossi ed alle mollettine per la batteria. Ho poi tagliato una basetta millefori per alloggiarvi il pulsante, la batteria ed il LED. Non ho utilizzato resistenze per limitare la corrente sul LED. C’è da dire che una batteria da 1,5V non produce una corrente tale da rovinare il LED considerato anche l’uso a intermittenza.


E’ possibile vedere il LED illuminato solo con una macchina fotografica digitale/telecamera/webcam. Ad occhio nudo non si vede niente poichè gli infrarossi sono invisibili all’occhio umano. Se volte sperimentarlo provate ad inquadrare con la vostra “macchinetta” il telecomando del vostro televisore di casa mentre premete i bottoni.
A richiesta, pubblico gli appunti circa gli argomenti trattati del Corso: