====== KUBUNTU DAPPER 6.06 LTS - Guida all'Installazione ====== Versione 1.X - novembre 2006 Autori: * **Raffaele Ravaioli (FOLUG)** //Tutorial passo-passo per l'installazione di Kubuntu 6.06 LTS, la “distro-live” (versione per x86 a 32bit), distribuita dal FoLUG al LINUX-DAY 2006 e alla Fiera dell'Elettronica di Dicembre a Forlì.// //**Documento distribuito sotto licenza GNU General Public Licence**// ===== Introduzione ===== Per le informazioni di carattere generale e specifiche su Kubuntu, si rimanda al [[http://www.ubuntu-it.org|sito ufficiale di ubuntu]] dal quale è possibile reperire documentazione ed altri tutorial, partecipare a forum, ecc. Lo scopo di questa guida è quello di aiutare le persone che hanno in mano il CD con Kubuntu 6.06 LTS ad installare questo sistema operativo GNU/Linux sul proprio computer e poterne trarre la massima soddisfazione, conoscere un nuovo mondo e la filosofia dell'Open Source. Se si introduce il CD in una sessione di Windows, c'è la possibilità di installare una raccolta di applicazioni Open Source per Windows come il browser Mozilla-Firefox, il lettore di posta Mozilla-Thunderbird, Audacity per l'editing di file musicali ecc. La guida si rivolge a persone che hanno una discreta conoscenza del PC e di un sistema operativo. Si consiglia, a chi non è pratico, di provare l'installazione su un PC nel quale non vi siano dati o programmi irrecuperabili. Per tutti è sempre comunque consigliabile un back-up prima dell'installazione. I Soci del FoLUG, come di altri LUG (Linux User Group) italiani possono essere contattati attraverso la mailing-list per qualsiasi quesito o dubbio in merito ai sistemi GNU/Linux. Per iscriversi alla mailing-list potete visitare la [[http://www.folug.org/mailing|pagina di iscrizione]] nel nostro sito. ===== Lanciare il sistema operativo GNU/Linux in modalità “live” ===== Il CD di Kubuntu è avviabile. Non solo. È una “distro-live” e vuol dire che è una distribuzione GNU/Linux in grado di girare autonomamente su lettore di CD-Rom senza dover installare nulla sul proprio hard disk. Si può decidere successivamente se installarla in modo definitivo o no. Occorre settare il PC in modo che possa fare il boot da CD. A volte questa opzione è di default, altrimenti occorre entrare nel BIOS e settare le opzioni di boot del PC su CD-Rom (fare riferimento al manuale della propria scheda madre). Nel caso di sistemi recenti, è probabile che vi sia la possibilità di accedere al menù di boot durante i primi istanti dall'accensione del PC, con la pressione del tasto F2 o F3 od altro, secondo le modalità della propria scheda madre. All'avvio del CD di Kubuntu apparirà la schermata di figura 1. {{fig.1.png|Figura 1}} Fig.1 Premendo F2 si aprirà la finestra di selezione della lingua. Tuttavia, ad avvio completato, non troverete tutti i menù in italiano anche perché le lingue disponibili per Kubuntu sono tantissime e non troverebbero spazio sufficiente nel CD. Si vedrà come italianizzarla in seguito. L'avvio in modalità live è importante per controllare che il nostro hardware sia compatibile con Kubuntu e con i sistemi GNU/Linux in generale; Kubuntu ha un ottimo grado di riconoscimento delle periferiche. Come per tutte le altre distribuzioni, i problemi di compatibilità esistono soprattutto con i cosiddetti winmodem da 56k (quasi tutti quelli on-board dei portatili) e con molti modem/router ADSL USB. Se siete in procinto di comprare o noleggiare un modem ADSL è sempre preferibile che possa collegarsi via Ethernet (esistono modelli compatibili Ethernet e USB). Con il collegamento Ethernet non occorre nessun driver. Questa guida è stata realizzata installando Kubuntu in un PC desktop con PIII 500 Mhz, 512 Mb di RAM, 2 hard disk da 40 Gb (uno occupato da Windows XP), scheda grafica NVidia GeForce MX400, scheda di rete 10/100, scheda audio Creative PCI 128. Il tutto collegato ad un router Netgear DG834GIT che gestisce una linea ADSL da 4Mbit/s. I sistemi GNU/Linux non richiedono grandi risorse; tuttavia le prestazioni saranno in linea con la potenza del PC. Un collegamento ADSL si rivela quasi indispensabile per gli aggiornamenti di sicurezza e per personalizzare il sistema. Le fig. 2 e 3 mostrano Kubuntu che si sta caricando. {{fig.2.png|Figura2}} Fig.2 {{fig.3.png|Figura3}} Fig.3 Un attimo di pazienza e si arriva al desktop KDE pronto all'uso. Ed ecco in fig. 4 un vero sistema operativo completamente funzionante, senza che nulla sia installato sull'hard disk. {{fig4.png|Figura4}} Fig.4 Prima di passare all'installazione, potrete prendere confidenza con il desktop, sfogliare i menù, vedere gli esempi dei documenti contenuti nella cartella “Examples” e se siete collegati ad una ADSL con modem Ethernet, navigare in internet. Il collegamento ad internet, già in questa fase, è fortemente raccomandato. Permetterà, alla fine dell'installazione, l'auto-configurazione della lingua nei menù e nelle applicazioni. E' comunque sempre possibile farlo successivamente. {{fig.5.png|Figura5}} Fig.5 In fig.5 la verifica del funzionamento a internet. ===== Installare Kubuntu ===== Con un click su Install partirà il programma grafico che guiderà l'installazione. Il primo passo (fig. 6) è per la scelta della lingua... {{fig6.png|Figura6}} Fig.6 Si prosegue (fig. 7) con la scelta dell'ora. Con la scelta della lingua nella schermata precedente, il sistema si posiziona nell'ora locale e normalmente non occorre nessuna modifica in questa pagina. Cliccare su Continuare. {{fig7.png|Figura7}} Fig.7 Ora è la volta della tastiera. {{fig8.png|Figura8}} Fig.8 La fig.9 mostra la finestra di introduzione utente e password. Considerate che in Kubuntu l'utente root è disabilitato. L'utente root in GNU/Linux è l'utente amministratore del vostro sistema. Gli utenti normali hanno funzioni limitate per ragioni di sicurezza. Comunque, Kubuntu non include l'utente root. Per gli interventi da amministratore, l'interfaccia grafica richiede la password utente, mentre i comandi digitati in console occorre utilizzare la modalità sudo. Nel proseguo della guida si vedranno degli esempi pratici chiarificatori. {{fig9.png|Figura9}} Fig.9 Il prossimo passo è quello più complesso e pericoloso. {{fig10.png|Figura10}} Fig.10 La fig.10 fa vedere l'elenco degli hard disk presenti nel PC e le possibili opzioni. Da notare che i dischi rigidi vengono nominati hda per il disco master e hdb per lo slave e le rispettive partizioni identificate con un numero. In questo caso si sta scegliendo di modificare manualmente le partizioni per installare Kubuntu. Se il disco hdb fosse vuoto e volessimo utilizzarlo per Kubuntu, è possibile mettere la spunta davanti a /dev/hdb ed il programma di installazione configurerà nel modo ottimale l'intero disco lasciando inalterato il disco hda con Windows. Nel caso si possegga un solo hard disk con una partizione unicamente dedicata a Windows, il programma di partizionamento è in grado di ridimensionare lo spazio di Windows a patto che il disco sia deframmentato e con uno spazio sufficiente. **Le operazioni di partizionamento sono operazioni delicate. Se non si è sicuri di ciò che si sta facendo conviene chiedere aiuto e comunque è sempre consigliabile fare un back-up dei dati.** Qui è stato scelta la configurazione manuale. {{fig11.png|Figura11}} Fig.11 In fig.11 si vede in dettaglio la partizione del disco hda con Windows. Qui si è deciso di installare Kubuntu nel disco hdb. Basta cliccare nell'icona in alto a destra per la scelta del drive e in fig. 12 si vedrà il partizionamento di hdb. {{fig12.png|Figura12}} Fig.12 Questo disco conteneva già una distribuzione Linux: hdb1 la partizione di sistema, hdb3 la partizione per la cartella /home dell'utente, hdb5 la partizione di swap sempre necessaria per ogni distribuzione Linux. Lo spazio di swap ha la stessa funzione del file di paging (memoria virtuale) di Windows solo che è sempre contenuta in una partizione appositamente creata. Per Kubuntu occorrono solo 2 partizioni: la partizione principale e quella di swap che normalmente si fissa al doppio della quantità di RAM. In questo caso prima si cancelleranno le partizioni esistenti e, quando lo spazio sarà completamente non allocato, con il comando crea si preparerà il disco. In fig. 13 si vede la finestra nella quale scegliere il tipo di partizione (ext3 per la partizione principale) e poi si può intervenire direttamente agendo sulla dimensione o sulla percentuale per fissare lo spazio. {{fig13.png|Figura13}} Fig.13 Sullo spazio restante si creerà la partizione di swap come da fig.14. {{fig.14.png|Figura14}} Fig.14 In fig. 15 si vede il risultato del lavoro. {{fig15.png|Figura15}} Fig.15 Le partizioni poi saranno formattate. In fig. 16 il riepilogo delle operazioni da eseguire: la partizione /media/hda1 (quella con Windows) che non è da formattare; la partizione root (=radice, alias principale) da formattare; la partizione swap da formattare. A questo punto, cliccando sul tasto "Continuare", le modifiche sull'hard disk saranno definitive. Sarà ancora possibile tornare indietro e modificare ancora le partizioni ma i dati presente in origine sull'hard disk non saranno più recuperabili. {{fig16.png|Figura16}} Fig.16 Da fig. 17 a fig. 23 le fasi automatiche dell'installazione di Kubuntu sull'hard disk. {{fig17.png|Figura17}} Fig.17 {{fig18.png|Figura18}} Fig.18 {{fig19.png|Figura19}} Fig.19 {{fig20.png|Figura20}} Fig.20 Ecco l'importanza del collegamento ad internet; in fig. 20 si vede il programma che sta scaricando i file della lingua. {{fig21.png|Figura21}} Fig.21 Configurazione dell'hardware in fig.21 e installazione del boot loader Grub in fig.22. {{fig22.png|Figura22}} Fig.22 {{fig23.png|Figura23}} Fig.23 Tutto è pronto. Riavviate ed iniziate ad utilizzare il sistema GNU/Linux Kubuntu. Il bootloader sarà in grado di avviare anche il sistema Windows; ci saranno nel PC entrambi i sistemi operativi e si potrà scegliere quale usare.